Campobasso

Come giungere
Autostrada A 14, casello di uscita: Termoli – S.S. 87 Direzione Campobasso
Autostrada A1, casello di uscita San Vittore del Lazio – Direzione Campobasso

Con i suoi 800 metri di altitudine massima, che la rendono una delle città appenniniche di quota più elevata, il nome del capoluogo suscita qualche curiosità: secondo fonti del periodo longobardo, Campobasso deriverebbe dal toponimo della contrada Campus Vassus o Campus Vassallorum, indicandone chiaramente la matrice feudale oltre che la posizione inferiore rispetto alla fortificazione che la dominava.
 
Si deve però risalire al periodo presannita per trovare su questa erta collina le prime tracce di un abitato, nella forma di una cittadella, che già intorno al VII secolo a.C. era stata eretta a sorveglianza delle vallate.

Di quell'epoca remota oggi rimangono esili tracce, essendosi sovrapposte nel corso dei secoli le cospicue edificazioni che ebbero inizio nel Medioevo: fra tutte spicca in vetta al colle di Sant'Antonio, culmine del centro storico, il Castello Monforte fatto erigere su preesistenti fondamenta dal Conte Nicola II intorno al 1459.
Oggi, quasi del tutto scomparso il doppio sistema di mura che difendeva la rocca e il borghetto circostante, risaltano le linee squadrate del mastio siglato da massicci torrioni merlati.
Tutte di origine romanica, con fondazione tra il X e il XIII secolo, sono le chiese che si incontrano scendendo lungo il Viale delle Rimembranze verso il nucleo ottocentesco della città: dopo Santa Maria del Monte, che sorge proprio di fronte al castello e presenta una facciata in pietra proveniente dalla vicina Vinchiaturo, troviamo San Giorgio, con alcune interessanti decorazioni simboliche (fra queste l'agnello crocifero, un pellicano e un asino con briglie) e basso campanile quadrato, e San Bartolomeo (nella cui lunetta è riprodotto il Cristo benedicente).
Di fianco sorge la Torre Terzano, una delle poche rimaste dell'antico sistema difensivo.

Una curiosità è offerta dalla chiesa di Santa Maria della Croce, l'unica della città ad essere dotata di cupola.
Lungo le scalinate che attraversano le vecchie case addossate alle pendici del colle si raggiunge poi una della chiese più rappresentative del barocco molisano: Sant'Antonio Abate, di facciata assai semplice e severa, ma che all'interno conserva numerosi dipinti anche tardorinascimentali, affreschi e sculture lignee di scuola napoletana tra cui un San Francesco di Paolo di Zinno, l'artefice delle macchine dei Misteri. Molto ricchi anche gli arredi e le decorazioni in legno che si notano, in particolare, nella cantoria e nell'organo del 1696.

Da Via Anselmo Chiarizia, dove merita una visita il Museo Provinciale Sannitico, la passeggiata prosegue toccando - fra i vari monumenti civili e religiosi realizzati tra il XVII e il XIX secolo - il Palazzo San Giorgio (sede comunale) e gli antistanti giardini dell'ampio Corso Vittorio Emanuele fino a Piazza Guglielmo Pepe, su cui si affacciano il Teatro Savoia e la Cattedrale di Santa Maria Maggiore che, nella veste odierna, risale alla prima metà dell'Ottocento ed è introdotta da un atrio porticato costruito subito dopo la metà del secolo.

Cantina da visitare:




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